Il «motivo di interesse»
E’ così chiamato, in una composizione, un particolare - realizzato attraverso il materiale floreale, quello complementare o il colore - spesso ripetuto più di una volta all’interno della composizione ma collocato in posizione subordinata rispetto al resto. Il «motivo di interesse» cattura l’attenzione e la curiosità dell’occhio; esso individua una zona focale della composizione che nelle strutture più classiche e tradizionali coincide con il centro mentre sarà collocata in posizione eccentrica per creare effetti più enfatici ed insoliti.
Ad esempio delle singole grosse peonie costituiscono un «motivo di interesse» se raggruppate alla base e in posizione eccentrica in una composizione costituita prevalentemente di fiori di piccole dimensioni.
Il «motivo di interesse» può essere realizzato anche lavorando «in contrasto» di forma, colore, aspetto superficiale degli elementi che lo costituiscono rispetto agli altri elementi della composizione.

Disposizione in sequenza
La disposizione in sequenza consiste nel collocare i materiali in un ordine graduale: dal più grande al più piccolo, dal fiore già sbocciato e quindi più aperto a quello più chiuso e quindi ancora in boccio, dal colore più scuro a quello più chiaro, ecc.
La norma vuole che i fiori più scuri o comunque otticamente più pesanti siano collocati al centro o alla base della composizione, mentre i fiori più piccoli e luminosi, otticamente più leggeri, siano collocati procedendo verso l’esterno: ciò serve a bilanciare otticamente la composizione.
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