Dopo aver festeggiato un compleanno importante, non posso che  felicitarmi di come sono andate le cose: sono circondato da una bella famiglia, la buona salute mi accompagna e ho " due grandi passioni: la musica e l'acquerello.
Di quest'ultima vorrei parlarvi, affidando a questa pagina il racconto del percorso che ho compiuto con questa tecnica così sommessa, non facile (come si potrebbe credere), piena di fascino e libertà, progressivamente lasciando la tecnica a olio, che pur mi ha dato soddisfazione.
Ho iniziato con i fiori, molti anni fa.
La delicatezza dei piccoli mazzi di campo, la loro spontaneità e freschezza, erano un campo di prova.
Rendere le trasparenze, la varietà dei colori con poche pennellate; che impresa con questa tecnica che non ammette errore! Le iniziali premiazioni mi hanno dato
sostegno.
Gli impegni del mio lavoro concedevano poche ore alla pittura, ma ho trovato il modo per frequentare anche le lezioni all'Accademia di Belle Arti.
Anni di sperimentazione: paesaggi,figure, ritratti; e ancora fiori in particolare bianchi, attratto dal la difficoltà di ottenere sfumature del bianco (sul foglio che pure è bianco), risultato che solo l'acquerello può regalare. 
Ma anche i ritratti e le figure possiedono quel senso di freschezza e fluidità che la pittura a olio non è in grado di trasmettere.
Ero alla ricerca di paesaggi da fissare nel foglio, mi piacevano le nostre colline, le montagne in lontananza, i campanili dei villaggi, le torri dei castelli, e in tutte le stagioni i paesaggi lagunari. Nell'insieme, quante prove per ottenere gli effetti voluti.
Associarmi all'A.I.A. ha contribuito ad affinare la tecnica, grazie al contatto con gli ,stessi artisti, alle riunioni e incontri internazionali, apprendendo modalità tecniche diverse dalle mie.
Sono così arrivati risultati migliori nell'uso e accostamento dei colori, la scioltezza nel bagnare il foglio, nell'ottenere sfumature che prima sembravano impossibili.
Il mio rapporto con l'acquerello sembrerebbe quasi una continua sfida - ed in effetti talvolta lo è: l'acquerello esige costante applicazione, osservazione paziente, rapidità e sicurezza nel gesto, e potrei continuare - poi, improvviso, l'incanto si realizza.
E' come la musica. Il bravo interprete deve esercitarsi ogni giorno se vuole mantenere la propria tecnica.
Non intendo tirare le somme con, questo rendiconto: ho ancora tanta voglia di sperimentare e imparare, perché non sono mai completamente soddisfatto ma sempre alla ricerca della perfezione .
Desidero solo consegnare agli amici che in tutti questi anni mi hanno seguito e a coloro che ancora non mi conoscono la testimonianza della felicità che mi ha dato e continua a darmi l'acquerello.
Ottavio Curtolo
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