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Giacinto

Come assicurarsi una buona riuscita?

La prima cosa è controllare che il bulbo sia sano. La sua consistenza deve essere solida, preferibilmente non devono essere comparsi germogli ben sviluppati e così anche per le radici. Acquisti tempestivi consentono di ottenere i bulbi di migliore qualità e una maggiore scelta, soprattutto se si è alla ricerca di varietà particolari. E’ inoltre molto importante che il bulbo non si esposto a un’eccessiva umidità: un terreno poco drenato, e dunque molto bagnato, favorirà i marciumi e metterà a rischio lo sviluppo del bulbo. Per non rischiare è bene creare dei punti di scolo delle acque.

È vero che sono urticanti?

Le membrane del bulbo contengono acido oxalico e questo elemento può generare una sensazione urticante nelle persone già allergiche a molte sostanze o agli addetti ai lavori che nel corso della coltivazione vengono continuamente a contatto con esse. In questi casi è conveniente indossare dei guanti quando si devono maneggiare i bulbi o quantomeno lavarsi le mani subito dopo.

Hanno anche altri effetti?

Nel ‘700 gli erboristi consigliavano di aggiungere al vino il succo di un bulbo come medicina per rallentare la crescita della barba.

Quando fioriscono?

Seconda della varietà, si hanno fioriture precoci, intermedie e tardive, ma le differenze non sono sostanziali. Il periodo classico è aprile e maggio e le piante restano fiorite per tre o quattro settimane a seconda del tempo atmosferico. Le specie sottoposte a forzatura sbocciano da Natale in poi e generalmente anche queste durano tre o quattro settimane, purchè conservate al fresco. La doppia fioritura è una rarità. Sono state classificate 16 varietà rifiorenti, ma di queste solo 4 sono coltivate e non sono di facile reperimento: “Ben Nevis” bianca, “Chestnut Flower” e “Rosette” rosa, “Hollyhock” rosso.

Cosa sono i giacinti multiflora?


Sono varietà che producono più fiori da un unico bulbo. La prima di queste “Borah” risale a 250 anni fa. Altri giacinti multiflora sono l’esito di un particolare trattamento del bulbo. Una speciale lama da intaglio è inserita, per circa 1 cm, nella membrana basale del bulbo eliminando la gemma apicale. I bulbi vengono poi piantati all’aperto nel solito modo. La reazione alla mutilazione è una proliferazione di nuove gemme. Si sviluppa cioè un grappolo di “giacinti”. Sono l’ideale anche per la forzatura in casa. Sistemando i vasi accanto a una finestra si otterranno fioriture già a partire da gennaio.


Tulipano


Quando si piantano i tulipani?

Il periodo ideale va dalla seconda metà di ottobre alla fine di novembre. Piantarli prima significherebbe vedere spuntare dal terreno i tulipani troppo presto, quando il rischio di gelare è ancora elevato. Solo nelle zone più temperate è pensabile ritardare la piantagione, qualora fosse indispensabile, ma in questo caso è opportuno verificare che il bulbo sia sano, senza macchie scure, segni di marciume e privo di nuovi getti. La cosa migliore è piantare i bulbi subito dopo l’acquisto. Se ciò non fosse possibile è importante conservarli in un luogo arieggiato a una temperatura di circa 10°.

Che altezza possono raggiungere?

L’altezza media è tra i 40 e i 60 cm, ma alcune specie possono crescere di più mentre altre restano piccole. Certi incroci “Darwin” o alcuni ibridi a fioritura tardiva raggiungono anche i 75 cm, mentre le specie selvatiche come ad esempio la T. turkestanica sono di misura più ridotta. La specie Bifora e Urumienis non raggiungono i 10 cm. A condizionare lo sviluppo concorrono anche la grandezza del bulbo e l’habitat in cui vengono coltivati. Le specie più alte sono indicate per bordi misti e aiuole, mentre le più piccole sono ideali per il giardino roccioso e per le cassette sul davanzale.

Esistono tulipani profumati?


Si, ma non sono molti. È curioso notare come sia difficile associare la buona qualità della varietà al profumo. In molti casi infatti i tulipani profumati risultano meno belli e vigorosi. La loro fragranza riprende quella di altri fiori come freesia, violetta, mandorla, ciliegia, mughetto. I più interessati appartengono alle specie selvatiche T. Tarda, T. Urumiensis, T. Sylvestris, T, Ddasystemon, T. kolpakowskiana. Rimane il fatto che l’interesse di questo fiore non sta nel profumo. L’hanno capito bene i coltivatori che nella ricerca privilegiano la selezione di varietà forti e belle.

Che colori hanno?

Rosso, giallo, bianco e tutte le sfumature del rosa sono i colori più comuni. Abbastanza diffusi sono anche il viola, l’arancio e il porpora. Il tulipano nero – porpora “Queen of the night” è il più famoso. Non esiste ancora il tulipano blu, ma le varietà “Cum laude” e “Bleu Aimable” sono quelle che si avvicinano di più. Moltissimi tulipani sono bicolori. Originali anche le varietà conosciute come viridiflora dai fiori bianco avorio con striature verdi come lo “Spring Green”. Il verde ricorre anche in alcuni tulipani pappagallo come “Orange favorite” e “Estella Rijnveld”.

Quali sono gli abbinamenti più indicati?

Effetti molto decorativi si ottengono piantando due specie che fioriscono contemporaneamente. Cominciamo a piantare i bulbi più grossi alla giusta profondità e distanza, aggiungiamo terra finchè sono quasi coperti e infine copriamo i più piccoli, completando con uno strato omogeneo di terriccio su tutti i bulbi. Belle combinazioni si ottengono anche piantando tulipani precoci o tardivi insieme a “Anemone Blanda”; tulipani tardivi con “Muscari Armeniacum o Scilla Siberica”; tulipani precoci con crocus; tulipani a fioritura intermedia con Cionodoxa luciliae.



Narciso



Come si coltivano in vaso?

Il contenitore deve essere profondo almeno 25 – 30 cm e avere un buon foro di scolo per evitare i ristagni. Un leggero strato di palline di argilla espansa sul fondo può migliorare il drenaggio. Con l’aiuto di una paletta prepariamo una buca profonda due volte l’altezza del bulbo. Poi collochiamo il bulbo con una leggera pressione e ricopriamo con uno strato di terriccio di almeno 10 cm. Nei climi più freddi è bene proteggere i vasi con un cuscino di paglia o foglie. Fino a quando la pianta non sarà spuntata occorre innaffiare solo in caso di persistente tempo secco.

Quando fioriscono?

Nel nostro paese, nei mesi di marzo e aprile. Se il tempo è mite alcune specie possono sbocciare già a fine febbraio. Il narciso “ciclamino” viene chiamato “Oro di febbraio”. Altra specie precoce è il N. asturiensis. Di fioritura tardiva sono i narcisi poeticus che sbocciano a maggio. Esistono narcisi dalla doppia fioritura come ad esempio il Narcissus telamonius plenus, il narciso “Anne’s Double daffodil” e il “Von Sion” conosciuto fin dal 1500 e forse il più antico narciso rifiorente ancora in coltivazione. Unica eccezione il N. serotinus che fiorisce in tardo autunno.

Quali sono i più profumati?

Le fragranze più forti sono quelle dei N. tazetta, N. poeticus, N. Jonquilla e in particolare le seguenti varietà: “Geranium”, “Minnow”, “Yellow Cheerfulness”, “Baby Moon”, “Suzy”, “Cragford”, “Actaea”, profumatissimi, per alcuni anche troppo, i narcici “paperwhites”: particolarmente adatti alla forzatura per ottenere fioriture precosi, vengono coltivati solo per interni. Per godere del loro intenso profumo senza stordirsi, è consigliabile sistemarli in un ambiente fresco. In questo modo si otterranno anche fioriture più belle e durature.

Sopportano il freddo?

Generalmente sopportano il freddo molto bene, salvo che la temperatura non scenda oltre i – 10°. Per metterli al riparo da particolari gelate, conviene piantarli in profondità coprendoli con uno strato di terra di almeno 10 cm. Nelle regioni più fredde e specialmente quando il bulbo è stato piantato in ritardo e non ha avuto perciò modo di sviluppare radici forti, è consigliabile stendere sul terreno una protezione di torba o paglia. Tra le diverse specie il N. tazetta (“Cheerfulness”, “Cragford”, “Geranium”, “Minnow”) e il N. canaliculatus sono tra le più sensibili al gelo.

Possono essere coltivate come piante da casa?

Sempre più spesso è possibile avere a disposizione narcisi miniaturizzati, privi di fogliame eccessivo, con lo stelo più corto, ma dal fiore ugualmente bello. La varietà più diffusa è attualmente “Tête a Tête”. Questo piccolo narciso adatto a stare in casa deve però godere di frequenti annaffiature e di un ambiente fresco per poter conservare la sua fioritura il più a lungo possibile. I narcisi si possono anche sottoporre a forzatura in casa per ottenere fioriture anticipate (gennaio, inizio febbraio) rispetto al loro normale ciclo di sviluppo (marzo – aprile).


Fritillaria



Dove si pianta?

Si può piantare sia in vaso che in giardino. Esistono specie che non superano i 40 cm d’altezza o addirittura i 15 cm e per questo motivo sono più adatte alla coltivazione in vaso o nel giardino roccioso. Tra queste vi sono specie raffinate e dai graziosi fiori a campanella come la F. meleagris Alba; la F. pallidiflora; la F. assyriaca, la F. acmopetala, la F. michailovskyi.

Qual’è la specie più coltivata?

La F. imperialis che fiorisce in aprile – maggio. Cresce bene in posizione semi ombreggiata ma anche al sole. I suoi fiori penduli hanno accesi colori nella gamma del rosso – giallo – arancio. Viene chiamata popolarmente “corona imperiale” per la caratteristica disposizione dei petali che formano un fiore simile a una corona. Lo stelo, alto e rigido, talvolta è capace di superare il metro di altezza.

Quali sono i migliori abbinamenti in giardino?

Considerando la rigidità degli steli è preferibile collocare le piante di fritillaria al centro di un’aiuola e vestire le zone più esterne con del fogliame morbido e decorativo come quello della hosta, oppure con bosso. Anche l’associazione con altre bulbose è interessante, soprattutto scegliendo con cura le associazioni cromatiche. Ad esempio, fritillarie gialle e tulipani viola porpora , fritillarie color prugna e giacinti rosa. Possiamo coltivarle anche in contenitore, ma in questo caso è preferibile lasciar loro il ruolo di protagoniste, vestendo esclusivamente il piede con ederine ricadenti.

Cosa fare dopo la fioritura?

Ridurre gradualmente le annaffiature e lasciare i bulbi nel terreno. Recidere i fiori appassiti per evitare che la pianta vada in seme sottraendo elementi nutritivi utili al bulbo. Le foglie invece non si devono tagliare prima di essere diventate completamente secche. I bulbi si moltiplicano naturalmente.

Che colori hanno?


I colori sono tanti, alcuni assai particolari. Proprio le insolite tonalità e le caratteristiche maculature, sono tra gli aspetti più affascinanti di questo fiore. Interessanti e molto originali le varietà che assumono i toni del verde, del bruno, del porpora scarlatto, del viola e del nero. Più facili e allegri i tradizionali rossi, gialli, arancio e bianco. Le foglie possono essere verde brillante o verde azzurrino.

Come si piantano?

La profondità di interramento corrisponde a due volte l’altezza del bulbo. Se si vuole ottenere una naturalizzazione in piena terra conviene lavorare il terreno molto bene in modo da renderlo sciolto e ben drenato, predisponendo una buca un po’ più profonda. Le specie più alte, come la F. imperialis e la F. persica, sono le più indicate per aiuole e bordure. Vanno piantate in gruppi, almeno 4 o 6 esemplari, a 10 – 15 cm di distanza.

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